Cipro e il finto prestito dell’unione Europea

Relazione 21045/013   dr. Marcello Orsini

Anche se l’isola nel centro del Mediterraneo conta solo per lo 0,2% del PIL dell’Eurozona, l’Unione Europea ha preferito intervenire per evitare contagi – vista poi la fragilità in cui si trova l’Italia dopo le elezioni politiche e la poca liquidità di denaro che circola negli stati dell’Eurozone.
Ai negoziati della notte scorsa ha partecipato anche la direttrice generale del Fondo monetario internazionale. Christine Lagarde ha spinto fortemente per evitare che il paese si indebitasse troppo. Per questo l’intervento è sceso da 17 a 10 miliardi. Per questo il governo cipriota imporrà una tassa del 9,9% sui depositi superiori ai centomila euro, e del 6,75% per quelli inferiori ai centomila euro. Secondo le fonti europee, il governo cipriota stava già predisponendo tutte le misure per evitare fughe di capitali. A questa tassa una tantum si dovrebbe aggiungere un aumento dell’imposizione sugli interessi e sui profitti societari.
Agli aiuti dovrebbe partecipare anche il governo russo con un contributo di circa 2,8 miliardi. La scadenza del prestito dovrebbe essere stata spostata dal 2016 al 2021. La lunghezza del negoziati è stata determinata anche dal fatto che diversi paesi sono stati oggetto di persuasione perchè non volevano aiutare Cipro e diversi paesi come l’Inghilterra ha buoni motivi di tenere sotto la propria giurisdizione politica l’isola di cipro.  La scadenza del prestito dovrebbe essere spostata dal 2016 al 2021, secondo le prime informazioni. Mettere a punto l’operazione di salvataggio delle banche cipriote è stato particolarmente complicato perché il paese è considerato da alcuni un centro di riciclaggio di denaro di provenienza dubbia – in particolare soldi della mafia russa. Ed ha pure un sistema fiscale poco trasparente…, ma in particolare epiù importante,  la divisione dei proventi, dalla  Scoperta  dell’ enorme giacimento davanti alle coste di Cipro di GAS Naturale. Questo recente importante ritrovamento di petrolio e gas è destinato a cambiare radicalmente l’equazione geopolitica nella regione del Mediterraneo orientale e oltre. Per cominciare, ha trasferito Israele dalle stalle alle stelle, in termini di indipendenza energetica e di sicurezza. Il Libano contende la parte di giacimenti che si trovano all’interno delle sue acque territoriali e si ritrova Washington dalla propria parte, mentre l’europa che non stà a guardare,  con questo ridicolo aiuto allo stato di cipro si siederà nei negoziati di divisione.

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Davanti alle coste di Cipro è stato individuato un enorme giacimento di gas naturale che potrebbe coprire il fabbisogno energetico dell’isola per molti anni, ma la sua estrazione è ancora incerta perché purtroppo oggetto di contestazione da molti stati fra i quali l’unione Europea che non vuole perdere l’occasione di entrare in un tavolo di alti introiti futuri e di supremazia politica nel mediterraneo offrendo un aiuto con il pretesto della salvaguardia dell’EUROZONE.

 A sud dell’isola di Cipro sono stati individuati ricchi giacimenti sottomarini di gas naturale. La notizia è stata data dal presidente cipriota Dimitris Christofias. Il giacimento è stato scoperto dalla società statunitense Noble Energy che stima l’entità del giacimento stesso tra 180 e 285 miliardi di metri cubi. La società vuole continuare le sue esplorazioni perché pensa che vi siano ancora altri giacimenti almeno fino a un totale di 2,7 bilioni di metri cubi.

Le recenti scoperte di significative, anzi enormi riserve di petrolio e gas nel poco esplorato Mar Mediterraneo, tra Grecia, Turchia, Cipro, Israele, Siria e Libano, indicano che la regione potrebbe diventare letteralmente un “nuovo Golfo Persico” in termini di ricchezza di petrolio e gas. Come per il vecchio Golfo Persico, la scoperta di abbondanti giacimenti di idrocarburi potrebbe anche rappresentare una maledizione geopolitica di dimensioni sconcertanti.

I conflitti di lunga durata del Medio Oriente potrebbero presto essere offuscati da nuove battaglie sui diritti delle risorse di petrolio e gas del Mediterraneo orientale, nel bacino di Levante e nel Mar Egeo. Qui esaminiamo le implicazioni della gigantesca scoperta di gas e petrolio al largo delle coste di Israele. In un secondo articolo esploreremo le implicazioni delle scoperte di petrolio e di gas del Mar Egeo, tra Cipro, Siria, Turchia, Grecia e Libano.

Il Leviatano israeliano

A cambiare i giochi è stata l’eccezionale scoperta, a fine 2010, di un enorme giacimento di gas naturale al largo delle coste di Israele, in quello che i geologi chiamano il Bacino del Levante o Levantino. Nel mese di ottobre 2010, Israele scoprì un enorme, “super-gigante”, giacimento di gas al largo delle sue coste, in quella che dichiarava essere sua Zona Economica Esclusiva (ZEE).

Il ritrovamento è a circa 84 miglia ad ovest del porto di Haifa e a tre miglia di profondità. L’hanno chiamato Leviatano, riprendendo il nome del mostro marino biblico. Tre società energetiche israeliane, in collaborazione con la texana Noble Energy, hanno stimato che la zona contiene circa 16 miliardi di metri cubi di gas. Questo rappresenta il più grande ritrovamento di gas in acque profonde dell’ultimo decennio, e scredita ulteriormente le teorie del “picco del petrolio”, secondo le quali il pianeta sarà colpito da carenze drammatiche e permanenti di petrolio, gas e carbone. Dando valore ai numeri, quest’unico giacimento, il Leviatano, conterrebbe riserve sufficienti a soddisfare le necessità di Israele per 100 anni .

L’autosufficienza energetica è mancata allo Stato di Israele fin dalla sua fondazione nel 1948. Numerose ricerche di giacimenti di petrolio e gas sono state ripetute nel corso del tempo con risultati di poco conto. A differenza dei suoi vicini arabi, ricchi di risorse energetiche, Israele sembrava non aver avuto la stessa fortuna. Poi, nel 2009, il partner di Israele nel ambito delle esplorazioni, la Noble Energy, ha scoperto l’area Tamar nel bacino levantino, a circa 50 miglia a ovest del porto israeliano di Haifa, stimando contenga 8,3 tcf (migliaia di miliardi di metri cubi) di gas naturale di alta qualità. Tamar ha rappresentato la scoperta di gas più grande del mondo nel 2009.

Allora il totale delle riserve di gas israeliane era stimato in solo 1,5 TCF. Il governo stimava che l’unica zona operativa d’Israele, la Yam Tethys, che fornisce circa il 70 per cento del gas naturale del Paese, si sarebbe esaurita in 70 anni.

Con Tamar le prospettive iniziarono a farsi molto migliori. Inoltre, appena un anno dopo Tamar, lo stesso consorzio guidato da Noble Energy ha fatto la più grande scoperta di gas nel corso della sua pluri-decennale attività, col Leviatano nel medesimo bacino geologico levantino. Le stime attuali dicono che il Leviatano contiene almeno i 17 tcf di gas. Israele è passata dalla carenza di gas all’abbondanza nel giro di pochi mesi.

Con la scoperta di Tamar e poi Leviathan, Israele ha iniziato a discutere su come diventare una importante nazione esportatrice di gas naturale e dell’ipotesi di tassare significativamente i proventi del petrolio e gas per alimentare un fondo sovrano israeliano che investa a lungo termine nell’economia nazionale, così come fanno la Cina e molti paesi arabi dell’OPEC.

Questa è la reale situazione di Cipro piccola Isola del mediterraneo, ma con grandi possibilità di crescita nel prossimo futuro.

in English

Report 21045/013 dr. Marcello Aragon

Although the island in the middle of the Mediterranean accounts for only 0.2% of the GDP of the Eurozone, the European Union chose to intervene to prevent infections – then view the fragility is located in Italy after the elections and the lack of liquidity of money circulating in the states Eurozone.
The negotiations last night was also attended by the Director General of the International Monetary Fund. Christine Lagarde has been pushing strongly to prevent the country into debt too. For this intervention has dropped from 17 billion to 10 billion. For this reason the Cypriot government will impose a tax of 9.9% on deposits over one hundred thousand euro, and of 6.75% for less than one hundred thousand euro. According to European sources, the Cypriot government was already preparing all necessary measures to prevent capital flight. In this one-time fee should be added an increase in tax on interest and corporate profits.
Aid should also participate in the Russian government with a contribution of about $ 2.8 billion. The maturity of the loan should have been moved from 2016 to 2021. The length of the negotiations was determined by the fact that different countries have been the subject of persuasion because it wanted to help Cyprus and other countries such as England has good reason to keep under its political jurisdiction the island of Cyprus. The maturity of the loan should be moved from 2016 to 2021, according to preliminary information. Develop the rescue operation of the Cypriot banks was particularly complicated because the country is considered by some as a center of money laundering of dubious origin – in particular money the Russian mafia. And provides a non-transparent tax system … but It’s much especially important, the division of the proceeds from the Discovery of ‘huge field off the coast of Cyprus Natural Gas. This important recent discovery of oil and gas is expected to radically change the geopolitical equation in the region of the eastern Mediterranean and beyond. To begin with, Israel has moved from rags to riches in terms of energy independence and security. Lebanon contends the portion of deposits that are within its territorial waters and finds Washington on their side, while the Europe that is not going to watch, with help this ridiculous state of Cyprus will sit in the negotiations of division.

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Off the coast of Cyprus was found a huge deposit of natural gas that could supply the energy needs of the island for many years, but its extraction is still uncertain because unfortunately disputed by many states including the European Union that do not want to miss the opportunity to join a table of high future income and political supremacy in the Mediterranean providing assistance under the pretext of protecting Eurozone.

To the south of the island of Cyprus have been identified rich underwater deposits of natural gas. The news was given by the President of Cyprus Dimitris Christofias. The field was discovered by U.S. company Noble Energy, which estimates the amount of the deposit itself between 180 and 285 billion cubic meters. The company wants to continue his explorations because he thinks that there are still other fields at least up to a total of 2.7 billion cubic meters.

The recent discoveries of significant, even huge reserves of oil and gas in unexplored Mediterranean Sea, between Greece, Turkey, Cyprus, Israel, Syria and Lebanon, indicate that the region could become literally a “new Persian Gulf” in terms of wealth oil and gas. As for the old Persian Gulf, the discovery of abundant oil and gas reserves could also be a curse geopolitical dimensions disconcerting.

The long-term conflicts in the Middle East may soon be overshadowed by new battles on the Rights of the resources of oil and gas in the eastern Mediterranean, in the basin of the Levant and the Aegean Sea. Here we look at the implications of the discovery of huge oil and gas off the coast of Israel. In a second article we will explore the implications of the discoveries of oil and gas in the Aegean, including Cyprus, Syria, Turkey, Greece and Lebanon.

The Israeli Leviathan

To change the games was the exceptional discovery, in 2010, a huge natural gas field off the coast of Israel, in what geologists call the Levant or Levantine Basin. In October 2010, Israel discovered a huge “super-giant” gas field off its coast, in what is claimed to be its Exclusive Economic Zone (EEZ).

The discovery is about 84 miles west of the port of Haifa and three miles deep. They called Leviathan, taking the name of the biblical sea monster. Three energy companies in Israel, in collaboration with the Texas Noble Energy, estimated that the area contains about 16 billion cubic meters of gas. This is the largest gas discovery in the deep waters of the last decade, and further discredits the theory of “peak oil”, according to which the planet will be affected by deficiencies dramatic and permanent oil, gas and coal. Giving value to numbers, this one field, Leviathan, contains sufficient reserves to meet the needs of Israel for 100 years.

The energy self-sufficiency is not the State of Israel since its founding in 1948. Numerous studies of oil and gas have been repeated over time with insignificant results. Unlike its Arab neighbors, rich in energy resources, Israel seemed to have had the same luck. Then, in 2009, the partner of Israel in the field of exploration, Noble Energy has discovered the Tamar area in the Levantine Basin, about 50 miles west of the Israeli port of Haifa, estimated to contain 8.3 tcf (trillion cubic meters) of natural gas quality. Tamar gas discovery has been the largest in the world in 2009.

Then the total number of Israeli gas reserves were estimated at only 1.5 TCF. The government estimated that the only operational area of Israel, the Yam Tethys, which provides about 70 percent of natural gas in the country, you would be exhausted in 70 years.

With Tamar prospects began to be much better. Also, just a year after Tamar, the same consortium led by Noble Energy has made the largest gas discovery in the course of his decades-long activities, with the Leviathan in the same geological basin Levantine. Current estimates say that Leviathan contains at least 17 tcf of gas. Israel has moved from gas shortage to abundance within a few months.

With the discovery of Tamar and Leviathan then, Israel has begun to debate how to become an important export nation of natural gas and the hypothesis of a significant tax profits from oil and gas to power an Israeli sovereign wealth fund that invests in long-term ‘ national economy, as do China and many Arab countries of OPEC.

This is the real situation in Cyprus small island in the Mediterranean, but with great potential for growth in the near future.

Marcello Orsini

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