Musulmani e finanza in Europa

Relazione Commissione 245/013
Relatori:
BCE –  dr. Rossana  BOLDI
ABE – dr.  Michel Barnie
ABO – dr.  Marcello d’Aragona
ABI – dr.   Giorgio Pinti
La presenza sul mercato di banche islamiche pone i musulmani di fronte ad una scelta morale ed identitario
Politica Internazionale,
La finanza islamica è un fenomeno internazionale la cui valenza economica, politica esociale non è più trascurabile. Nata quarant’anni fa con una piccola cassa di risparmiorurale nel Delta del Nilo, dagli anni ’90 i più grandi gruppi finanziari arabi e occidentali, fracui HSBC e Citigroup, investono ampiamente secondo i principi islamici. Dopo essersiconsolidata nel mondo arabo e musulmano, adesso è il mercato europeo che sembraattirare l’interesse degli istituti di credito e servizi finanziari islamici, per le sue potenzialitàdi crescita. Al fine di capire le cause dell’emergenza della finanza islamica in Europa e le sue possibiliconseguenze politiche ci sembra necessario insistere su diversi elementi: i fattori politici esociali interni alla Comunità europea, gli eventi internazionali, così come i limiti strutturali ele potenzialità di questo settore.
Etica islamica e finanza: motivi di un connubio moderno
Il connubio fra finanza moderna e principi sciaraitica è visibile in diverse imprese e luoghi:il Dow Jones Islamic Index è un listino dedicato alle compagnie che operano nel rispettodei principi islamici sulla borsa di Wall Street; la Islamic Bank of Britain è la prima bancaislamica in Europa, aperta nell’estate del 2004 in Gran Bretagna; i più grandi gruppifinanziari come HSBC e Citigroup propongono servizi bancari e finanziari islamici sindagli anni ’90 ed investono in
 joint venture  strutturate secondo i principi sciaraitici. L’IslamicDevelopment Bank (IDB, creata nel 1975 dalla Organizzazione della Conferenza Islamica), Secondo la giurisprudenza islamica i soli profitti leciti ( halal  ) sono quelli che derivano dal lavoro (‘amal  ) edall’assunzione di un ragionevole rischio ( mukhatara  ). Per questo il prestito ad interesse ( riba’ ) è interdetto econdannato perché si fonda sullo sfruttamento del capitale, ma è consentito se entrambe le parti condividonolavoro e rischi. I giurisperiti islamici, però, non hanno ancora raggiunto il completo accordo sulla definizionedi usura e su quali siano le fonti e gli investimenti leciti. Secondo l’interpretazione del mufti d’Egitto, lo sheikh Tantawi, si considera lecito il prestito con tasso d’interesse fino al 5%, al contrario i governi di Sudan ed Irangiudicano qualsiasi tasso d’interesse illecito.
 Al-Baraka Investment and Development Group (dell’uomo d’affari saudita Salah Kamel) edil Dar al-Mal al-Islami (del principe saudita Muhammad Faysal al-Saud) sono fra i piùimportanti attori della finanza internazionale (non solo quella islamica) ed investono intelecomunicazioni, infrastrutture e media, così come in progetti di sviluppo sociale.I motivi di questo “connubio moderno” sono da ricercare nelle condizioni sociali, culturali,ma anche negli eventi internazionali come gli attentati dell’11 settembre 2001 e nell’attualecrisi petrolifera.

I musulmani in Europa: da migranti a stanziali.
La presenza dei musulmani in Europa è legata ai passati coloniali d’alcuni Stati (GranBretagna, Francia ed in parte minore Spagna ed Italia) ed alla globalizzazione del mercatodel lavoro. Verso la metà del XX secolo gran parte delle colonie diventarono indipendenti emolti ex-coloni scelsero di risiedere e prendere la cittadinanza dei paesi colonizzatori (moltinordafricani si trasferirono in Francia così come molti abitanti del sub-continente indianoin Gran Bretagna). Inoltre, durante il XX secolo milioni di persone “passarono” nel vecchio continente alla ricerca di lavoro. Una gran parte di loro si sentiva, e si sente ancora,in una situazione temporanea ed alcuni Stati (come la Germania) li consideravano comedegli “ospiti lavoratori”. Verso la fine del secolo scorso, i paesi europei hanno facilitato ilricongiungimento delle famiglie degli immigrati. Così facendo hanno integrato, più o meno,le seconde e terze generazioni nei loro sistemi sociali, mentre prima partecipavano solo alsistema produttivo.Il passaggio da migranti a stanziali ha importanti conseguenze sul comportamentoeconomico: mentre i migranti cercano d’inviare ai loro familiari la maggior quantitàpossibile di denaro e si preparano al rientro nei paesi d’origine; gli stanziali investono nelluogo di residenza per migliorare le loro condizioni di vita ed anche per lasciare un’ereditàalle generazioni future. Questo passaggio è coinciso con la “rivincita di Dio” ovvero ilritorno delle religioni nella definizione dei comportamenti politici dei credenti delle trereligioni monoteistiche. Proprio in questo periodo molti musulmani sono stati re-islamizzati ed hanno iniziato a chiedere in maniera più organizzata “l’islamizzazione dellasocietà” (anche quella europea), nonché a lavorare per sviluppare strumenti per gestire lerisorse economiche secondo i loro principi religiosi. Il settore creditizio e finanziario hafornito le prime risposte concrete a queste richieste del mercato solo da qualche anno:attraverso la fondazione della prima banca islamica in Europa nel 2004; l’offerta di mutuiper le case (Al-Buraq in UK ed alcuni progetti in Italia); e società che raccolgono edinvestono la zakat (l’elemosina rituale). Parallelamente a questi strumenti “formali” imusulmani hanno fatto ricorso a modi “informali” per prestare e trasferire ricchezze, come Arab Radio and Television, il più grande gruppo televisivo in arabo appartiene al Dallah Baraka Group.

Tale richiesta sottintende progetti politici molto diversi: da chi pretende l’applicazione della sharia comelegge fondamentale degli Stati, a chi richiede di poter seguire la propria morale religiosa nel rispetto dei quadrilegislativi vigenti.

. Questo strumento è usato per trasferire fondi evitando canali informali ed in sénon è né legale né illegale, ma può essere usato per finalità illegali.
La guerra al terrorismo
In maniera apparentemente paradossale, gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno favoritolo sviluppo della finanza islamica. In seguito a questi eventi, infatti, è stata dichiarata laguerra al terrorismo che ha alimentato un clima di diffidenza nei confronti della finanzaislamica ed ha determinato diversi sequestri di fondi di provenienza araba ed islamicasospettati di finanziare al-Qaida. Di conseguenza, molti uomini d’affari arabi e musulmanihanno spostato i loro beni in Paesi a maggioranza islamica dove si sentono più protetti epossono investire in operazioni finanziarie regolate dal diritto sciaraitico. La fondazionedell’Islamic Bank of Britain (IBB) dimostra, però, un’altra attitudine del potere politico neiconfronti delle comunità islamiche. In questo caso, infatti, il Governo britannico ha accoltoin maniera relativamente positiva un’iniziativa privata che mirava a fornire alla comunitàislamica un servizio che chiedeva già da tempo, ma nel pieno rispetto della legislazione vigente. L’autorizzazione alla IBB di operare avrà, presumibilmente, delle conseguenze sututto il mercato europeo, perché la normativa comunitaria che regola il settore bancarioprevede che un istituto di credito autorizzato possa aprire filiali in altri Paesi dellaComunità.
La crisi petrolifera
La crisi petrolifera attuale, con il petrolio a circa 60 USD al barile e la domanda di greggioin crescita, ha contribuito indirettamente allo sviluppo della finanza islamica, facendoconfluire un’enorme quantità di capitali nei Paesi arabi tradizionalmente più attivi in questosettore e ricchi in risorse energetiche come: Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti eQatar. Gli istituti di credito islamici si sono quindi ritrovati ingenti capitali da investiresecondo i principi sciaraitici.In questo nuovo quadro internazionale Bahrain e Dubai dispongono delle risorse perfinanziare la costruzione d’infrastrutture, che gli permetteranno di diventare i più grandicentri operativi della finanza islamica nel mondo, insieme a New York e Londra. Malaysia e Turchia, invece, attirano investimenti sempre maggiori, perché godono di una situazionepolitica stabile e favorevole alla finanza islamica, mercati molto diversificati ed economiecomplessivamente in crescita. In particolare, la Turchia è per gli investitori musulmani un vero e proprio ponte fra occidente ed oriente, soprattutto in vista dell’integrazione nellaComunità Europea. Anche nel mondo musulmano periferico (ovvero i paesi come Sud Africa, Nigeria, Bosnia e Sri Lanka) la finanza islamica si sta sviluppando ed aprendo almercato internazionale non solo grazie agli investimenti della IDB, ma anche all’iniziativad’intraprendenti uomini d’affari.
English
Commission Report 245/013
Speakers:
ECB – dr. Rossana BOLDI
ABE – dr. Michel Barnie
ABO – dr. Marcello d’Aragona
ABI – dr. Giorgio Pinti
The presence on the market of Islamic banking poses Muslims faced with a moral choice and identity
International Politics,
Islamic finance is an international phenomenon whose value economic, political esociale is no longer negligible. Founded forty years ago with a small box risparmiorurale in the Nile Delta, the 90 of the largest financial groups in the Arab and Western fracui HSBC and Citigroup, investing largely in accordance with the Islamic principles. After essersiconsolidata in the Arab and Muslim world, now is the European market sembraattirare the interest of banks and Islamic financial services for its potenzialitàdi growth. In order to understand the causes of the emergence of Islamic finance in Europe and its policies possibiliconseguenze it seems necessary to emphasize different elements: political factors esociali inside the European Community, and international events, as well as structural elements limits the potential of this sector .
Islamic ethics and finance: reasons for a modern marriage
The combination of modern finance and sharia principles can be seen in different companies and places, with the Dow Jones Islamic Index is a list dedicated to companies operating in rispettodei Islamic principles on on Wall Street, the Islamic Bank of Britain is the first in Europe bancaislamica , opened in the summer of 2004 in Britain the largest gruppifinanziari like HSBC and Citigroup offer Islamic banking and financial services sindagli 90s and invest in
joint venture structured according to the principles sciaraitici. The IslamicDevelopment Bank (IDB was created in 1975 by the Organization of the Islamic Conference) According to Islamic jurisprudence only profits lawful (halal) are those derived from work (‘amal) edall’assunzione a reasonable risk (mukhatara). For this lending at interest (riba ‘) econdannato is forbidden because it is based on the exploitation of capital, but it is allowed if both parties condividonolavoro and risks. The Islamic jurists, however, have not yet reached complete agreement on definizionedi wear and what are the sources and legitimate investments. According to the interpretation of the Mufti of Egypt, Sheikh Tantawi, it is considered lawful the loan with interest rate of up to 5%, unlike the governments of Sudan and Irangiudicano any interest rate offense.
Al-Baraka Investment and Development Group (Human Saudi businessman Salah Kamel) andthe Dar al-Mal al-Islami (the Saudi Prince Muhammad Faisal al-Saud) are the most important connection between the actors of international finance (not just Islam) and invest intelecomunicazioni, infrastructure and media, as well as development projects sociale.I reasons for this “modern marriage” are to be found in social, cultural, but also in international events such as the attacks of 11 September 2001 and nell’attualecrisi oil.
Muslims in Europe: migrants settled.
The presence of Muslims in Europe is linked to the colonial past of some countries (Great Britain, France and to a lesser extent Spain and Italy) and the globalization of mercatodel work. In the mid-twentieth century, most of the colonies became independent emolti ex-colonists chose to reside and take the citizenship of the colonizing countries (moltinordafricani moved to France as well as many residents of the sub-continent indianoin Great Britain). In addition, during the twentieth century millions of people “passed” in the old continent in search of work. A large part of them felt, and still feel, in a temporary situation, and some countries (such as Germany) comedegli considered them “guest workers.” Towards the end of the last century, European countries have facilitated ilricongiungimento the families of immigrants. Doing so, they built, more or less, the second and third generations in their social systems, whereas before only participated alsistema produttivo.Il transition from permanent migrants has important consequences on comportamentoeconomico: while migrants trying to send to their families most quantitàpossibile of money and are preparing to return to their countries of origin, the permanent residence nelluogo invest to improve their living conditions and also to leave un’ereditàalle future generations. This shift coincided with the “revenge of God” or ilritorno of religion in defining the political behavior of the believers of monotheistic trereligioni. In this period many Muslims have been re-Islamized and began to demand a more organized “Islamization dellasocietà” (also European) as well as working to develop tools to manage economic lerisorse according to their religious principles. The banking and financial sector hafornito the first concrete responses to these demands of the market only a few years: through the establishment of the first Islamic bank in Europe in 2004, the supply of homes mutuiper (Al-Buraq in the UK and a number of projects in Italy ), and companies that collect edinvestono zakat (almsgiving ritual). In parallel with these tools “formal” imusulmani have resorted to ways “informal” to provide and transfer wealth, as Arab Radio and Television, the largest television group in the Arab part of the Dallah Baraka Group.
This request implies political projects very different from those who claim the application of sharia comelegge fundamental States, who require to be able to follow their own religious morality quadrilegislativi in ​​compliance with the regulations.
. This tool is used to transfer funds to avoid informal channels and Senon is neither legal nor illegal, but can be used for illegal purposes.
The war on terrorism
In a seemingly paradoxical, the attacks of 11 September 2001 favoritolo development of Islamic finance. As a result of these events, in fact, was declared laguerra terrorism that has fueled a climate of distrust of finanzaislamica and resulted in several seizures of funds from Arab and islamicasospettati to finance al-Qaeda. As a result, many Arab businessmen and musulmanihanno moved their goods in Muslim majority countries where they feel more secure epossono invest in financial transactions governed by Sharia law. The fondazionedell’Islamic Bank of Britain (IBB) shows, however, a different attitude of political power neiconfronti of Islamic communities. In this case, the British Government has a relatively positive accoltoin a private initiative which aimed to provide a service to comunitàislamica asking for some time, but in full compliance with current legislation. The authorization to operate IBB will, presumably, the consequences sututto the European market, because the legislation that regulates the sector bancarioprevede that a credit institution authorized to open branches in other countries dellaComunità.
The oil crisis
The current oil crisis, with oil prices of about 60 per barrel and the demand for greggioin growth, contributed indirectly to the development of Islamic finance, facendoconfluire huge amount of capital in Arab countries traditionally more active in questosettore and rich in energy resources such as Saudi Arabia, Kuwait, United Arab Emirates eQatar. The Islamic banks have therefore found large amounts of capital from investiresecondo principles sciaraitici.In this new international Bahrain and Dubai have the resources perfinanziare the construction of infrastructure that will allow him to become the most grandicentri operation of Islamic finance in the world, along with New York and London. Malaysia and Turkey, however, attract investment increasing, because situazionepolitica enjoy a stable and conducive environment for Islamic finance, markets economiecomplessivamente very diversified and growing. In particular, Turkey is Muslim investors a real bridge between East and West, especially in view of the integration nellaComunità European Union. Even in the Muslim world peripheral (ie countries such as South Africa, Nigeria, Bosnia and Sri Lanka) Islamic finance is developing and opening almercato have not only thanks to the investments of the IDB, but also all’iniziativad’intraprendenti businessmen.
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s